

Il quartiere di Haight-Ashbury è stata la mia base nei giorni trascorsi a San Francisco. Da qui nel 1967 partì la Summer of Love, un fenomeno di ribellione politico-culturale che avrebbe lasciato un segno sul mondo intero. Ancora sembra di sentirne l’eco. E’ nelle canzoni intonate dagli artisti di strada che ti sorridono a ogni angolo. E’ nei colori sgargianti delle insegne dei negozi, nell’odore di erba che di tanto in tanto ti riempie le narici mentre cammini. E’ nei vecchi hippies che qui sono rimasti, sopravissuti alle intemperie culturali che hanno seguito quell’attimo, quando sembrava possibile che amore e rispetto potessero cambiare il mondo. E’ nei giovani hippies che non hanno smesso di crederci. E in quell’atmosfera, quasi ci credo anch’io.


Ho vissuto in un bed & breakfast chiamato Red Victorian, in una delle camere a tema. La decorazione delle stanze sembra frutto di fantasie lisergiche, di qualche “viaggio” gioioso e solare. La mia si chiamava “Flower Child”. Sul muro sopra il letto, un drappo decorato con grossi fiori colorati, sul soffitto cielo, sole e arcobaleno dipinti e sulle altre pareti poster di mostre e concerti tenutisi nel quartiere. Dal copriletto al soffitto, ai muri, alla moquette, ai fiori sul davanzale, tutto è vivido, brillante, colorato. Non c’e’ stile, ma quella stanza ti mette il sorriso, nella sua infantile ingenuità.


Il Red Vic è su Haight Street. In fondo alla strada, verso Golden Gate Park, c’e’Amoeba Records, il negozio di dischi (sì, intendo vinile) più grande e rifornito che abbia mai visto. Entro e rimango impietrito, non so da dove cominciare. Una distesa senza fine di scaffali carichi di vinile mi da il benvenuto. E poi CD, video-cassette, DVD, poster, persino audio-cassette! Insomma, un paradiso per ogni amante della musica. Non so quanto tempo abbia trascorso lì dentro, allegramente perso tra i corridoi, alla ricerca di qualunque gruppo mi venisse in mente. Ma so di aver speso una piccola fortuna.

Una visita al parco prima di partire e' d’obbligo. Voglio salire sulla “Hippie Hill”, dove ancora oggi si ritrovano reduci e nuovi accoliti della “Summer of Love”. All’ingresso del parco ti accolgono i pushers, offrendoti sacchetti d’erba. Temendo possa essere erba di prato, declino la gentile offerta. Ecco la collina, sui prati gruppi di persone sedute in circolo. Sul lato destro, a fianco del sentiero, c’e’ il Janis Joplin Tree, un alberello che sembra essere uno dei punti di ritrovo preferiti per chi abbia voglia di farsi due canne. Salgo verso la cima, mi guardo intorno. Provo a immaginare una folla oceanica, come quell’estate. Cerco di sentirne i suoni, gli odori, vederne i colori. E’ un bel parco, ma ciò che lo rende speciale sono i ricordi, la memoria.
Mi incammino verso il Red Vic, tra poco devo partire. Ma non per tornare indietro. San Francisco è solo l’inizio. Mi aspetta un’automobile noleggiata e la Pacific Coast Highway. Destinazione: Santa Barbara County e le sue “Wineries”. Let’s hit the Road, Jack.